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La Cina e l’Occidente hanno ormai economie strettamente interdipendenti

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incluso il settore media

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È arrivata la conferma che il rallentamento della crescita dell’economia cinese è legata anche alla dinamica negativa della domanda europea come ipotizzavo in un recente post al riguardo. Apprendiamo dal Financial Times che la produzione manifatturiera cinese continua a scendere: settembre si presenta come il mese peggiore dai tempi della crisi globale del 2009.  Questo non è rallentamento, è decrescita secca.

La riflessione è sempre la stessa: i mercati sono veramente globalizzati; se un’area soffre le altre non è detto ne abbiano beneficio, anzi; se austerità vuol dire contrazione dei consumi (come l’Europa ha scelto finora nei fatti) può essere un rimedio peggiore del male. Per parlare dell’Italia, esportiamo il 2,6% delle nostre merci in Cina. Come ci ricorda Terzulli della SACE  in un’intervista a economyup.it

“La classe media cinese cresce ed esige sempre maggiore qualità. A livello di commercio estero e esportazioni nel primo semestre 2015 il nostro export verso la Cina è stato praticamente stabile, registrando un modesto + 0,8%. Ma la moda (tessile, abbigliamento, pellicceria, calzature ecc. ecc.) è salita del 15% e il comparto alimentare del 30%.”

L’incontro tra il Presidente Barack Obama e il Presidente cinese Xi Jinping che inizierà tra poche ore ha certamente all’ordine del giorno anche questi temi con riferimenti specifici all’import export e al debito pubblico Usa arrivato a 12 mila miliardi di dollari con una quota detenuta dalla Cina cresciuta in modo esponenziale arrivando al 14% del totale (1.223 miliardi di dollari). Aggiungendo i circa 700 miliardi di dollari in titoli di debito emessi da agenzie del Governo Usa (Fannie Mae e Freddie Mac), si giunge a un totale di 2 mila miliardi di dollari di esposizione della Cina in titoli pubblici e semipubblici americani: una cifra più che imponente, che fa capire i rapporti di forza oggi tra le due super potenze. Come ciliegina sulla torta va considerato come ci annuncia la rivista Formiche anche l’accordo tra China media e Warner Bros. Speriamo che venga fuori un bel film!

 

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