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La sinistra e il mito della naturalità

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In un articolo della scorsa estate su MicroMega intitolato La sinistra e il mito della naturalità Silvia Bencivelli e Telmo Pievani (una giornalista scientifica e un filosofo della scienza) si pongono una domanda che non pochi giudicheranno “politically incorrect”:  “Ma quand’è che la sinistra ha perso la sua stella polare orientata al miglioramento delle condizioni di vita degli esseri umani e si è rintanata nel conservatorismo che si richiama a tradizione e natura, forse rassicurante ma certamente non progressista? “.

In effetti in modo sempre più deciso la fine del  XX secolo ha visto la sinistra assumere una serie di pregiudizi o addirittura adottare valori guida che contrastano con il volontarismo della ragione che era partito con la frase di Lenin “il comunismo è uguale al potere dei Soviet più l’elettrificazione dell’intero Paese” (1).  La paura paralizzante di non avere “avversari a sinistra” che prendano il monopolio della lotta contro un non meglio identificato “sistema” e un conformismo modaiolo per un ritorno all’età dell’oro (o Paradiso terrestre che sia) dove tutto è naturalmente perfetto sono tra i fattori che hanno favorito questa deriva.

 L’articolo affronta varie questioni specifiche tra le quali il blocco della ricerca sugli OGM, le attese fideistiche verso il sedicente metodo Stamina,  i danni generai dalle diete “fai da te” prive di qualunque  base scientifica, la falsa correlazione tra vaccinazione e autismo.

Qui vogliamo richiamare l’attenzione sulla questione di fondo relativa a ruolo e comportamenti degli scienziati. “Ma è proprio di sinistra continuare a pensare tutto come in un film western con indiani e cowboy? Scienziati indipendenti contro scienziati ufficiali ?” e soprattutto riteniamo utile riportare la conclusione che meriterebbe una ampia discussione per recuperare un metodi di approfondimento (giustamente nell’articolo si critica il rifiuto della complessità da parte di molti che preferiscono improbabili e infondate ricette semplicistiche): “Ci aspettavamo di scoprire che i panni di gente di sinistra sono intessuti di spirito critico: Di voglia di discutere senza slogan e di affrontare i problemi del mondo affidandosi alla discussione, alla condivisione, alla solidarietà. Invece ci troviamo a riconoscere con grande scorno quotidiano, che su temi scientifici essere di sinistra significa spesso essere acriticamente contro quello che viene indicato come sistema chiunque abbia deciso che sia così”

  (1) Francesco Dimitri “Comunismo magico: leggende, miti e visioni ultraterrene del socialismo reale”, Castelvecchi, 2004

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