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Lettera del presidente della Società Italiana di Genetica Agraria (SIGA) al Ministro Martina

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Ill. mo Signor Ministro,

a seguito del Suo intervento pubblicato su “l’Espresso”, desideriamo esprimerLe il nostro apprezzamento per la Sua dichiarata intenzionedi sostenere, immaginiamo con finanziamenti pubblici, la ricerca su alcune tecnologie di miglioramento genetico delle piante agrarie, nella fattispecie le tecnologie cisgeniche e  di genome editing. Riteniamo anche di poter interpretare la Sua intenzione di sollecitare ”in Europa una discussione definitiva perché queste tecnologie vengano pienamente riconosciute” come un’apertura ad adottare per tali prodotti regolamentazioni simili a quelle già applicate a nuove varietà ottenute con il miglioramento genetico tradizionale, permettendone quindi la coltivazione, una volta ottenuta l’approvazione da parte delle autorità EU competenti.

Prendiamo atto, pur senza condividerla, della Sua posizione, comunque già nota, di chiusura totale verso le colture OGM finora commercializzateche appare motivata da considerazioni esclusivamente di tipo politico. In qualità di Società scientifica desideriamo ricordare ancora una volta che, come è stato anche testimoniato in diversi convegni tenutisi presso EXPO,  decine di anni di studi non hanno individuato alcuna motivazione scientifica che possa giustificare un divieto alla coltivazione degli OGM in quanto tali e che i presunti i pericoli per la salute, la biodiversità , l’agricoltura familiare o di piccola scala sono del tutto infondati. E’ invece convinzione largamente condivisa dagli scienziati, dalla FAO e dall’OMS, che ogni alimento e prodotto agricolo, che sia tradizionale, biologico o OGM, vada giudicato e autorizzato o meno dopo valutazione delle sue caratteristiche verificate e non in base al metodo utilizzato per produrlo, siano esse le tecnologie che producono quelli che Ella definisce “OGM tradizionali” sia quelle più recenti che intende sostenere. Immaginiamo anche che Ella sia a conoscenza delle sempre più numerose piante GM prodotte per fini umanitari da ricercatori pubblici  o da piccole imprese, per migliorare la qualità degli alimenti.

Ribadiamo infine la nostra forte richiesta di individuare e rendere disponibili alla comunità scientifica i siti in Italia in cui poter fare sperimentazione in pieno campo di piante geneticamente modificate con tutte le diverse tecnologie. Ciò è fondamentale per poter valutare la funzione dei diversi geni studiati nelle condizioni di coltivazione e successivamente perseguire il loro utilizzo nel miglioramento genetico con le tecnologie ammesse dalla normativa del momento. In questo senso chiediamo fermamente che anche in Italia si possa seguire l’esempio di Paesi come Svizzera e Germania  che, pur non permettendo la coltivazione di piante transgeniche comunque ottenute, hanno deciso di non chiudere anche alla sperimentazione per fini di ricerca, realizzando siti che permettono di valutare in campo piante GM di ogni tipo nella massima sicurezza,  né hanno smesso di finanziare gli studi in questo settore, lanciando anzi ambiziosi programmi nazionali di ricerca competitiva dotati di cospicui finanziamenti e rivolti all’intera comunità scientifica di riferimento dei rispettivi Paesi.

Siamo sempre disponibili per ogni ulteriore chiarimento e contributo sull’argomento sopra esposto.

Distinti saluti.

Il Presidente
Prof. Michele Morgante

Vedi lettera: Lettera di Morgante

 

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