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Dopo le considerazioni di Don Chisciotte che è favorvole al si al referendum prosegue, con le ragioni del no esposte dallo scudiero Sancho Panza, il dialogo sui pro e contro riguardo referendum per la riforma costituzionale, alla legge elettorale e e alla regolamentazione dei partiti.

Sancho Panza

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  1. Non siamo in una crisi che si risolve con piccoli aggiustamenti, furbizie e racconti fantastici (va tanto di moda il termine narrazioni) abbiamo bisogno di discontinuità e non la si realizza senza correre qualche rischio. Inoltre non si può procedere a pezzi: mettiamo su una bella Costituente (eletta dal popolo non composta da esponenti della casta) e riscriviamo quello che c’è da riformare (evidentemente solo la parte riformabile quella cosiddetta “mobile”) e in parallelo definiamo la legge elettorale e la legge che regolamenta i partiti così mettiamo un po’ d’ordine una volta per tutte capendo bene tutte le implicazioni.
  2. Cambiare non è un valore di per sé: dobbiamo cambiare solo se siamo convinti che sia un miglioramento. Ebbene quelle che Lei apprezza non è affatto detto che siano migliorative:
  • le Regioni vanno riformate pesantemente forse addirittura abolite, non basta ridimensionarne i poteri perché rimarranno conflittualità elevata e livello di performance basso
  • aumentare i poteri del Governo porta a un rischio di deriva autoritaria, soprattutto se simultaneamente si indebolisce il Parlamento e/o se questo è eletto secondo i desiderata del Governo perché questo consente la legge elettorale
  • il bicameralismo va in effetti superato, (forse la soluzione migliore era abolirlo e basta) ma la proposta è inadeguata perché: a. le competenze del Senato si declinano con procedure e meccanismi bizantini e di difficile lettura figuriamoci in sede di applicazione; b. i costi della macchina, cospicui restano immutati; c. i Senatori non sono più eletti dal popolo, ma indicati con meccanismi interni alla politica; d. sindaci e consiglieri regionali si distingueranno di prima o seconda classe a seconda se componenti anche del Senato o meno; d. la riduzione del numero di parlamentari e di emolumenti pagati è esigua e si poteva far meglio semplicemente riducendo il numero dei Deputati (e i loro compensi). In definitiva Lei la definisce abborracciata, io la definirei un pasticcio.

3. Quanto ai burocrati degli organismi sovranazionali o internazionali che danno il voto in base allo spunto sulla check list delle riforme fatte, ovviamente metterebbero la loro crocetta nella casella giusta anche per riforme fatte bene: tanto valeva farle bene. Prendiamoci il tempo necessario e facciamolo bene queste riforme.

Don Chisciotte

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Caro Sancho sei proprio un ingenuo la politica non fa per te. Ti risponderò punto per punto e confermo che ti convincerò a votare sì al referendum se solo avrai la pazienza di ascoltarmi con attenzione. Per ora ti anticipo solo il proverbio al quale farò riferimento: “Il meglio è nemico del bene”