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Si sollecitano investimenti produttivi per la ripresa e qualcuno protesta se si decide di completare la rete elettrica in Sicilia

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Si riscontrano divergenze di opinioni sulla condivisibilità o meno del recente accordo tra Regione Sicilia e Terna per la costruzione di cinque nuovi  elettrodotti.

Nello specifico mi sembra incontestabile la necessità di un investimento che completa un anello a 38o KV  utile anche al dispacciamento di energia prodotta da rinnovabili. Stupisce in particolare che le critiche vengano da promotori di soluzioni basate su fonti rinnovabili e su generazione distribuita.

Più in generale penso che si possa convenire su due affermazioni:

  1. la rete elettrica italiana deve ancora superare alcune debolezze inaccettabili per un paese moderno (in parte derivanti dalla ben nota sindrome NIMBY, per chi è del settore basta evocare la triste storia della tratta Matera Santa Sofia la cui interminabile durata di realizzazione ha diviso il Paese in due per decenni con effetti negativi sui prezzi da rendita di posizione); anche la piena valorizzazione di impianti da fonte rinnovabile è talvolta condizionata da limitazioni di rete.
  2. La generazione distribuita è una notevole opportunità anche per l’Italia dove si sta sviluppando con ritmi che reggono bene il confronto internazionale (non è più vero che in Italia permanga il modello basato “esclusivamente” sulla generazione centralizzata).

Personalmente non vedo percorribile in tempi prossimi una configurazione complessiva che faccia a meno della rete di trasmissione (tanto per fare un solo esempio già il piano di dismissione delle centrali meno competitive sarebbe negativamente condizionato da una rete inadeguata obbligando a tenere in funzione per vincoli di rete anche impianti altrimenti superati); non vedo perché si dovrebbe rinunciare a completare e valorizzare un’infrastruttura che comunque costituisce un asset patrimoniale, tecnologico, prestazionale.

Non credo giovi alle iniziative di promozione della generazione distribuita indicare nella rete di trasmissione l’avversario da abbattere anche perché nel breve temine si possono promuovere maglie composte da nodi di generazione/consumo aventi una loro identità/autonomia nella rete generale valorizzando in tal modo al massimo tali maglie. Non dimentichiamo poi le grandi prospettive aperte da una più stratta integrazione tra reti elettriche e reti TLC.

 

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