Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Stupido negare i fatti: il fondamentalismo islamico è come il nazismo, siamo in guerra ed è importante anche il “fronte interno”

Di' la tua

image_pdfimage_print

isl_lg_pi

È in atto una censura strisciante che mette in ombra le dichiarazioni di coloro che invitano l’Occidente a rendersi conto che quella con l’ISIS è una vera e propria guerra da tempo in corso.

Alcuni sostenitori della tesi che questa guerra sia in atto sono etichettati come “politically incorrect” e solo a nominarli si incorre nello spregio dei “custodi unici della verità” un fronte nel quale militano grande maggioranza dei media e degli opinion leader. Tre esempi sono Oriana Fallaci, Magdi Cristiano Allam e Jens Stoltenberg: solo a nominarli in molti ambienti ti tolgono il saluto. Posso capirlo per il segretario generale della Nato (organismo che non gode di particolari simpatie anche s egli abbiamo comunque in teoria affidato la nostra difesa) ma molto meno per due scrittori che ha differenza di altri, il problema lo hanno studiato e abbastanza da vicino.

pis_c_01

È tollerato che venga citato quello che dicono leader politici dei diversi fronti purché la citazione sia accompagnata da una presa di distanza per testimoniare la consapevolezza che non dicono la verità, ma solo quello che loro conviene politicamente. Anche qui tre esempi: Manuel Vals, Barack Obama e Vladimir Putin.

pis_c_02

Ma quello che mi colpisce di più è il silenzio quasi totale sulle preoccupazioni in merito alla guerra in corso espresso da studiosi che l’intellighenzia nazionale ha quasi sempre venerato, come Franco Cardini, Umberto Eco, Giovanni Sartori (in particolare la doverosa celebrazione di Eco in occasione della sua recente scomparsa ha glissato su questo esplicito monito dello scomparso che aveva assimilato l’ISIS al nazismo).

pis_c_03

Anche questa asimmetria informativa rientra a mio avviso nella questione dell’equilibrio tra pluralismo e conformismo su cui ho richiamato il pensiero del grande Schulz di Peanuts.

Per comprendere cause e potenziali conseguenze di questo fenomeno può servire fare riferimento al concetto di “fronte interno” che ho richiamato facendo riferimento a quanro accaduto durante la Grande Guerra, combattuta in presenza di distinguo, dissidenze e opposizioni interne non marginali. Evidentemente un serio problema in più.

Fanno parte del fronte interno e sono oggettivamente ancor più pericolosi casi di cittadini o residenti italiani che aderiscono attivamente all’ISIS (per non parlare di fiancheggiatori o supporter più o meno espliciti presenti nelle comunità islamiche) . Cito il caso di Munifer Karamaleski che mi ha colpito per la sua imprevedibilità in quanto relativo a persona apparentemente inserita senza problemi particolari che dall’Italia è andato a fare il Tesoriere dell’ISIS. Questo caso come altri in Italia dimostra che è semplicistica l’analisi sociologica che vede nel disagio per inadeguato inserimento le cause delle follie del l’islamismo estremo. Una controprova a livello internazionale è il livello socioculturale alto dei terroristi che hanno perpetrato l’attentato di Dacca

Anche questo rientra nella questione dell’equilibrio tra pluralismo e conformismo su cui ho richiamato il pensiero del grande Schulz di Peanuts.

 

DI' LA TUA

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>