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Sul fronte dei cambiamenti climatici alcuni Paesi agiscono per prevenire i danni piuttosto che perseguire misure di abbattimento della emissione di carbonio che si stanno rivelando impercorribili e insufficienti  oltre che costose

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Sarebbe saggio non disperdersi in chiacchiere su incerta e praticamente infattibile prevenzione e dispiegare interventi di rimedio ai fenomeni che temiamo possano verificarsi. Si proseguirebbe in tal modo nella storia dell’uomo che è quella di una risposta adattiva ai cambiamenti climatici realizzando le scelte che sono comunque utili:

  • uso razionale dell’energia e sviluppo delle fonti rinnovabili competitive;
  • dematerializzazione dell’economia;
  • agricoltura a basso impatto ambientale e forestazione;
  • razionalizzazione della logistica e sviluppo dell’economia circolare;

ma anche difesa del territorio e opere di modifica del territorio (con le attuali remore non si avrebbero oggi né Venezia, né ampie fette dell’Olanda, né la regimazione dei corsi d’acqua, né tante altre realtà costruite dalla tecnologia umana che è sul lato delle soluzioni non su quello dei problemi).

La “remediation” era una linea d’azione suggerita dalla comunità scientifica già venticinque anni fa (quando l’allarme sui cambiamenti climatici è iniziato a diffondersi) da accompagnare alla linea “mitigation” (riduzione della presunta causa) che è diventata un mantra tanto clamoroso quanto disatteso nei fatti – come spesso accade la moneta cattiva scaccia quella buona.

Il filmato mostra un confronto puntuale tra la scelta dell’Olanda (un paese con parte notevole del territorio già oggi sotto il livello marino) di prevenire le inondazioni, potenziale conseguenza dei cambiamenti climatici e l’imprevidenza americana (paese dove si susseguono inondazioni con effetti disastrosi).

Le linee di azione illustrate sono su tre direttrici:

  • efficaci barriere tecnologiche contro le inondazioni, valorizzando un’esperienza secolare
  • parchi e altri spazi pubblici che possono fungere da aree di espansione o bacini di raccolta in caso di emergenza
  • specifiche ad hoc nella localizzazione e costruzione di edifici

Nel caso italiano un programma adeguato di messa in sicurezza del territorio risponderebbe non solo alle esigenze potenziali derivanti dai temuti cambiamenti climatici ma anche all’indifferibile necessità di rimediare al dissesto idrogeologico con i suoi pesanti oneri  che purtroppo non sono solo economici e finanziari.

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